E’ figo l’artwork, è figo il disco…è figo TUTTO di questo ritorno in grande stile dei Litfiba, nell’anno della fine del mondo – secondo i Maya -. Ed è proprio il Messico a ispirarli fin dalla copertina, realizzata da Paolo De Francesco (ho il trip per il Dia de Los Muertos e i calaveras, scusate).
In “Grande Nazione” Ghigo ci ha dato dentro di brutto, come si dice, per sua stessa ammissione. Un sound maturo, ma spontaneo (un disco quasi one shot, “anche se registrato con il Protools”) e pungente. Così incontenibile che a volte rischia di ‘rubare la scena’ alla linea vocale.
Ma, a dispetto di quanto ha detto Fegiz in conferenza stampa…in Italia quando questo avviene per noi amanti del rock è quasi un miracolo. Lasciamola sfogare a dovere questa ‘tempesta elettrica’!
Che nei mesi scorsi ha riscosso successi in tutta Europa: i Litfiba infatti hanno avuto modo di incontrare e di parlare con fan e ‘emigranti dei nostri giorni’, coloro che hanno abbandonato il nostro Paese per inseguire le possibilità che la ‘grande nazione’ non offre da tempo. Da qui il titolo del film-documentario “Cervelli in fuga”, che sarà proiettato nei cinema di tutta Italia lunedì 16 gennaio.
Inoltre da qualche settimana è già in rotazione radiofonica il singolo “Squalo”. Che è il brano più brutto del disco (cit. Piero Pelù).
Beh a questo punto…non restava che intervistarli!
Piccolo retroscena, entusiasmo mio incontenibile a parte: presentandomi, e offrendo la mia arcinota mano perennemente gelata, mi sono guadagnata una “Che Gelida Manina” improvvisata da Piero. Un momento da incorniciare.
ps. Ma è una piccola citazione dei Social Distortion quella in basso a destra in copertina? Eheheh
Fonte: http://musiclash.blogosfere.it